Filiera della Conoscenza

“perchè una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perchè prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere”

Giovanni Falcone

L’economia circolare è il paradigma economico in grado di rifondare le basi di un equilibrato rapporto tra economia società e ambiente.

Un paradigma – solo apparentemente nuovo – ma che fonda le sue radici nella cultura e nell’essenza stessa dell’ economia e della società.

Il rinnovato interesse per l’uomo e l’ambiente, mezzo e fine dello sviluppo, è potenzialmente in grado di superare le spinte recessive del mercato globalizzato e le conseguenze negative della “economia della innovazione”. Che la variabile sociale ed ambientale sia endogena al sistema economico non è certo una novità!

Una strategia economica basata sulla circolarità può stimolare modelli innovativi di produzione, incidere sulla modifica delle supply-chain e rilocalizzazione delle produzioni, incidere sulle politiche di redistribuzione del valore, abilitando al contempo la rinascita di sistemi locali equilibrati e dinamici. Le policy basate sulla circolarità possono quindi costituire un driver abilitante di un nuovo welfare generativo.

Il paradigma economico circolare richiede un nuovo “patto sociale”, un rinnovato contesto di collaborazione tra gli attori socio-economici in una prospettiva positiva e di fiducia. E’ inoltre necessaria una nuova infrastrutturazione del territorio – “le nuove fabbriche”. Lo sviluppo della filiera della conoscenza passa da un nuovo patto sociale tra gli attori (Ricerca Scientifica, organismi sociali intermedi, Startup Innovative, Imprese, Investitori) uniti nell’obiettivo comune di orientare la ricerca verso nuovi modelli di business e innovazioni in grado di creare valore.

Il nuovo paradigma circolare può abilitare la creazione di valore coniugando l’innovazione tecnologica (Smart), la protezione ambientale (Green), l’inclusione sociale (Welfare).

Nel nuovo paradigma economico circolare, non c’è spreco! Il modello economico circolare elimina la cosiddetta “death valley” e il rischio di investimento correlato. Il fallimento del mercato nel breve periodo viene riassorbito da un accumulo degli assets immateriali e territoriali,  che, per effetto valanga possono generare valore nel lungo periodo.

La filiera della conoscenza: Il nuovo petrolio

L’istituto CRF opera quale organismo sociale intermedio con lo scopo di stimolare l’aggregazione degli attori, orientare al business i risultati della ricerca, accelerare lo sviluppo di filiere della conoscenza.

  • Ricerca

     

    I risultati della ricerca scientifica costituiscono il nuovo petrolio. Occorre sviluppare le infrastrutture sociali intermedie – i nuovi pozzi – per la ricerca applicata a specifici progetti Missione. Tali infrastrutture possono agire da catalizzatori dello sviluppo orientando la ricerca scientifica verso progetti Missione che alimentino nuovi business con ricadute industriali, sociali e territoriali.

  • Assets Sociali

     

    Il ruolo dei progetti Missione è quello di favorire, orientare e sviluppare gli assets immateriali: know-how, competenze, business concepts. I nuovi assets costituiscono il “patrimonio sociale” e sono strettamente dipendenti dalla presenza di risorse umane qualificate. In un sistema economico circolare, economia e welfare non sono antitetici ma operano in sinergia.

  • Innovazione

     

    L’ esistenza di una filiera della conoscenza diffusa sul territorio, di ecosistemi tecnologicamente orientati, la disponibilità di assets tecnologici e risorse umane,  aumenta la probabilità per le Startup innovative, di superare la “death valley”. La presenza di un sistema di imprese in grado di assorbire le innovazioni prodotte favorisce, inoltre, lo scale-up delle nuove Startup.

  • Imprese

     

    La presenza sul territorio di una filiera industrializzata della conoscenza, consente alle imprese sia di alimentare il proprio fabbisogno di innovazione che di rifocalizzare il proprio business in relazione alle innovazioni prodotte.

  • Goals

     

    Gli ecosistemi diffusi della conoscenza possono  coniugare il raggiungimento di obiettivi di business in una direzione smart-green, con obiettivi di welfare generativo, agendo da infrastruttura sociale di sviluppo, valorizzazione e accumulo degli assets immateriali.

Investimenti a Impatto Sociale: il network italiano

Circular Economy Stakeholder Platform